Dal 26 maggio 2025, è legge: le imprese devono stipulare polizze assicurative contro eventi catastrofali come terremoti, alluvioni e simili.
La norma coinvolge un’ampia platea di aziende e impone un adeguamento immediato. Le sanzioni per chi non si adegua sono rilevanti. Ma il rischio più grande è la vulnerabilità patrimoniale in caso di eventi estremi.
Il rischio non è solo legale: è economico
Molte aziende tendono a considerare l’obbligo assicurativo un tema tecnico o burocratico. In realtà, riguarda direttamente la pianificazione finanziaria. Le polizze, infatti, generano costi fissi o variabili da allocare con precisione all’interno del controllo di gestione.
Trattare questi premi come semplici spese da subire è un errore. Serve invece inserirli in un piano coerente con obiettivi, margini e sostenibilità.
Il controllo di gestione come leva per prevenire danni
Una pianificazione attenta non si limita a verificare la conformità normativa. Valuta anche l’impatto economico della copertura su:
- Budget annuale e previsioni
- Marginalità dei reparti coinvolti
- Capacità dell’impresa di assorbire eventuali aumenti futuri dei premi
Per molte aziende, si tratta di ripensare non solo i contratti assicurativi, ma il modo in cui il rischio viene integrato nel processo decisionale.
Il momento di agire è ora
Se non hai ancora verificato la posizione della tua azienda, questo è il momento giusto.
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Un’azienda protetta è un’azienda che pianifica. Non aspettare la prossima emergenza per accorgertene.