Rottamazione-quinquies dei tributi locali: cosa rientra e chi ha aderito
C'è una domanda che in azienda fa quasi sempre scena muta: quanto hai a carico all'Agenzia Entrate-Riscossione per tributi e multe di Comuni e Regioni, esattamente?
Non è negligenza. È che l'informazione non sta in nessun posto solo. Un avviso IMU del 2019, un bollo auto del 2021, una multa del 2018, una TARI del 2020: ognuno è arrivato con una raccomandata che qualcuno ha aperto, letto e archiviato. Alcuni sono stati pagati, altri rateizzati, altri contestati, altri dimenticati. Il quadro complessivo non l'ha mai composto nessuno, perché nessuno ha mai avuto il compito di comporlo.
Da ottobre questa domanda diventa pratica. La rottamazione-quinquies è stata estesa ai carichi di Regioni ed enti locali: dal 15 ottobre 2026 i carichi definibili sono consultabili, dal 16 ottobre si presenta la domanda, e c'è tempo fino al 15 dicembre.
Una precisazione prima di tutto, perché è la fonte della confusione più frequente: questa finestra riguarda i carichi di Comuni e Regioni. Imposte, IVA, contributi e gli altri carichi dello Stato seguono la rottamazione-quinquies statale, che è già in corso e ha le sue scadenze — la seconda rata è scaduta il 30 settembre. Qui parliamo solo di quella locale.
Il punto che decide tutto: il tuo ente ha aderito?
I carichi di Regioni ed enti locali sono definibili solo se l'ente ha deliberato di aderire. Non è automatico, e non vale ovunque allo stesso modo: l'adesione è a macchia di leopardo.
Un esempio concreto: Roma Capitale e la Regione Lazio hanno aderito. A Roma rientrano quindi i carichi di TARI (quella gestita da AMA), di IMU e della vecchia TASI. Ma lo stesso non vale per forza per il Comune della tua sede operativa, o per quello dove sta un immobile.
Come si verifica. Non esiste un elenco unico. L'adesione si trova sul sito istituzionale dell'ente o nelle comunicazioni e nei bollettini locali. Se hai cartelle di più enti, la verifica si fa per ciascuno — ed è la parte che richiede più tempo.
Questo significa che due multe identiche, stesso anno e stesso importo, possono essere una definibile e una no, a seconda dell'ente che le ha emesse. Non è un'ingiustizia: è come è scritta la norma, che lascia agli enti la facoltà di aderire.
Cosa rientra e cosa no
Rientrano i carichi affidati all'agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023. La data che conta è quella dell'affidamento, non quella del tributo: un'IMU del 2015 affidata nel 2024 resta fuori.
Dentro, se l'ente ha aderito:
- IMU e altri tributi comunali, compresa la vecchia TASI
- TARI
- bollo auto e altre entrate regionali, se la Regione ha aderito
- entrate patrimoniali degli enti locali
- sanzioni amministrative, comprese quelle del Codice della strada
Fuori:
- i carichi di enti che non hanno aderito
- i debiti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei conti
- i carichi affidati fuori dalla finestra 2000-2023
L'estratto di ruolo: le quattro colonne che contano
L'estratto di ruolo elenca tutti i carichi affidati all'agente della riscossione a tuo nome o a nome della società. Si scarica dall'area riservata dell'Agenzia Entrate-Riscossione con SPID, CIE o CNS; il commercialista può farlo se ha la delega.
L'ente creditore. È la colonna più importante: ti dice a quale ente chiedere se ha aderito.
La data di affidamento. Non l'anno del tributo: l'anno in cui il credito è passato all'agente della riscossione. È quella che decide se il carico sta nella finestra 2000-2023.
L'importo, scomposto. Tributo + sanzioni + interessi + aggio. La scomposizione conta perché la definizione abbatte alcune di queste voci e non altre.
Lo stato. Sospeso, rateizzato, in contenzioso o attivo. Un carico già in un piano di rateazione va valutato a parte.
Cosa si abbatte e cosa si paga
Il meccanismo è sempre lo stesso: si paga la sostanza, si tolgono le punizioni.
| voce | come viene trattata |
|---|---|
| tributo | si paga per intero |
| sanzioni | abbattute |
| interessi di mora | abbattuti |
| aggio di riscossione | abbattuto |
| spese di notifica e procedure esecutive | restano dovute |
Per le multe la logica è diversa, e va detta perché genera malintesi: lì la sanzione è il debito principale, quindi non si azzera. Si abbattono gli interessi e l'aggio.
Quanto valga in pratica dipende dall'anzianità del carico. Su una cartella di dieci anni fa, dove gli interessi di mora hanno lavorato a lungo, la differenza può essere sostanziosa. Su una recente, molto meno.
Le rate: fino a nove anni
Il pagamento può avvenire in unica soluzione oppure in un massimo di 54 rate bimestrali di pari importo — cioè nove anni — con un minimo di 100 euro a rata.
Nove anni cambiano la natura della cosa. Non è più solo uno sconto: è trasformare un debito esigibile subito in un impegno sostenibile, con le azioni esecutive sospese finché si paga regolarmente.
Il rovescio va guardato in faccia: se salti una rata il piano decade, e quanto versato resta trattenuto a titolo di acconto. Un piano a nove anni si valuta sulla capacità di cassa reale, non sull'entusiasmo di ottobre.
Il calendario
| data | cosa succede |
|---|---|
| 15 ottobre 2026 | l'AdER rende consultabili i carichi definibili |
| 16 ottobre 2026 | si aprono le domande |
| 15 dicembre 2026 | termine per presentare la domanda e per integrarla |
| 28 febbraio 2027 | l'AdER comunica le somme dovute e il piano |
| 31 marzo 2027 | pagamento in unica soluzione, o prima rata |
Due cose su questo calendario. Fra la domanda e la comunicazione delle somme passano due mesi e mezzo: aderire non significa sapere subito quanto paghi, significa mettersi in fila per saperlo. E il primo esborso è il 31 marzo 2027: è un dato da mettere nella previsione di cassa del primo trimestre.
Cosa fare adesso, non il 20 ottobre
1 · Scarica l'estratto di ruolo. Se hai SPID lo fai oggi. Se lo fa il commercialista, verifica che la delega sia attiva — è il tipo di cosa che si scopre mancante il giorno in cui serve.
2 · Fallo anche per le persone. Ditta individuale, società di persone, soci amministratori con posizioni proprie: i carichi personali e quelli della società sono elenchi diversi.
3 · Tieni solo i carichi locali. Metti da parte quelli dello Stato: seguono la rottamazione statale, non questa finestra.
4 · Verifica l'adesione, ente per ente. Sul sito di ciascun Comune e della Regione. È la verifica che richiede più tempo, e quella che decide se arrivi in tempo.
5 · Metti da parte i carichi già rateizzati. Aderire ha conseguenze sui piani in corso, e non è una decisione automatica.
6 · Guarda la cassa. Prima di scegliere fra unica soluzione e 54 rate serve una previsione che arrivi almeno al primo trimestre 2027. Come si costruisce l'abbiamo scritto qui.
Una nota su questo articolo
L'estensione ai carichi di Regioni ed enti locali viene dall'art. 10-quinquies del DL 38/2026, convertito dalla legge 88/2026; il DL 63/2026, convertito dalla legge 113/2026, ha poi spostato le date. Quelle riportate qui sono le date risultanti dall'ultima modifica.
Su una materia già cambiata due volte, prima di agire vale una conferma sulla tua posizione specifica — soprattutto sull'adesione dell'ente, dove la risposta non dipende dalla norma ma da una delibera.
Mercoledì allarghiamo il discorso: perché arrivare preparati a una scadenza non è una questione di memoria, ma di processo.
Se hai cartelle di Comuni o Regioni e non sai se il tuo ente ha aderito, è esattamente il tipo di situazione in cui mezz'ora con qualcuno che le guarda con te vale più di qualsiasi articolo. La finestra si chiude il 15 dicembre, e la verifica sugli enti richiede settimane.
